Il mercato delle auto d’epoca sta attraversando una profonda mutazione. I profili degli acquirenti cambiano, le normative si inaspriscono e i segmenti che trainano il valore non sono più gli stessi di dieci anni fa. Misurare queste evoluzioni permette di comprendere dove si trova oggi il valore per gli appassionati di automobili d’epoca.
Indici HAGI e polarizzazione del mercato delle auto d’epoca
I dati provenienti dagli indici HAGI rivelano una traiettoria in due fasi. Tra il 2020 e il 2022, i volumi di transazioni e i prezzi sono aumentati sensibilmente, sostenuti da tassi bassi e dalla ricerca di investimenti alternativi. Dal 2022, il mercato è entrato in una fase di consolidamento con maggiore selettività.
| Segmento | Evoluzione 2014-2024 | Tendenza recente |
|---|---|---|
| HAGI Top (modelli iconici e rari) | Aumento di oltre il 100 % | Domanda sostenuta, prezzi stabili o in aumento |
| Segmento intermedio (30.000 – 100.000 €) | Aumento molto più moderato | Selettività forte, alcuni modelli in calo |
| Youngtimers (anni ’80-’90) | Aumento recente e rapido | Forte dinamica sostenuta da nuovi acquirenti |
Questa tabella illustra una polarizzazione del mercato a favore dei modelli rari. Le Ferrari, Porsche o Aston Martin eccezionali continuano ad attrarre capitali, mentre il segmento intermedio fatica a tenere il passo. Il fenomeno è spiegato in parte dall’aumento dei tassi di interesse e da un’attrazione concorrente per gli asset legati alla tecnologia e all’IA.
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Youngtimers e ringiovanimento dei collezionisti: cosa mostrano i numeri

Il riscontro è comune a tutti i professionisti del settore dal 2024: la clientela si sta ringiovanendo. I nuovi collezionisti non acquistano le stesse auto dei loro predecessori. Si rivolgono a GT, sportive e berline degli anni 1980-1995, quelle che hanno visto nella loro infanzia.
Questo fenomeno ha un corollario diretto: le auto d’epoca e quelle degli anni 1950-1970 stanno vivendo un netto rallentamento delle vendite. La logica è generazionale. Un acquirente di 40 anni nel 2026 è cresciuto con la Peugeot 205 GTI, la Renault 5 GT Turbo o la BMW E30, non con una Jaguar Type E.
- Le Porsche 964 e 993 sono tra le youngtimers più ricercate, con valori che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni
- Le sportive giapponesi (Mazda MX-5, Toyota Supra, Nissan Skyline) attraggono una nuova fascia di collezionisti, spesso più giovani
- Le berline di carattere (Mercedes W124, BMW E34) guadagnano visibilità nei raduni e nelle vendite all’asta specializzate
Al contrario, i modelli d’epoca faticano a trovare acquirenti al di fuori delle vendite di alta gamma. Il divario di dinamica tra youngtimers e auto classiche si amplia di anno in anno.
Libretto di circolazione per collezionisti e vincoli normativi nel 2026
Il quadro normativo aggiunge una variabile che ogni gentleman driver deve integrare nella propria riflessione. Il libretto di circolazione per collezionisti, rilasciato per i veicoli di oltre 30 anni, offre vantaggi concreti: esenzione dal controllo tecnico periodico standard e possibilità di circolare in alcune ZFE (zone a basse emissioni).
Un cambiamento notevole avverrà il 1° ottobre 2026: le tariffe FFVE per l’attestato di collezione aumenteranno. Questo attestato, rilasciato dalla Federazione Francese dei Veicoli d’Epoca, è il passaggio obbligato per ottenere il libretto di circolazione per collezionisti. L’aumento grava sul costo d’ingresso per i nuovi collezionisti.
La questione delle ZFE rimane il punto di attrito principale. Le metropoli francesi stanno inasprendo progressivamente le loro restrizioni Crit’Air. I veicoli d’epoca immatricolati con un libretto di circolazione per collezionisti beneficiano di un’esenzione, ma questa non è uniforme a seconda delle città. Alcune metropoli applicano regole più severe di altre.

- Il libretto di circolazione per collezionisti esenta dal controllo tecnico classico ma impone un attestato FFVE il cui costo aumenta
- Le esenzioni ZFE per veicoli di collezione variano da una metropoli all’altra, complicando la circolazione quotidiana
- Le restrizioni Crit’Air potrebbero ulteriormente evolvere entro il 2027, con un inasprimento annunciato in diverse agglomerazioni
L’uso regolare di un’auto d’epoca in città diventa un parametro da verificare prima di ogni acquisto. Un modello magnifico che non può più circolare nella propria agglomerazione perde parte del suo interesse pratico.
Auto d’epoca come investimento: dati e limiti
L’aumento di oltre il 100 % dell’indice HAGI Top in dieci anni attira naturalmente l’attenzione degli investitori. Questo dato merita di essere contestualizzato. Solo i modelli iconici e rari hanno conosciuto questa traiettoria. Il segmento intermedio, invece, ha registrato un progresso molto più modesto.
Acquistare un’auto d’epoca con una logica patrimoniale implica considerare costi ricorrenti: stoccaggio adeguato, manutenzione meccanica specializzata, assicurazione dedicata e ora anche spese amministrative in aumento. La redditività reale dipende tanto dalla scelta del modello quanto dalla gestione dei costi di possesso.
La fase di consolidamento osservata dal 2022 mostra che il mercato non cresce in modo lineare. Gli acquirenti sono diventati più selettivi. Un veicolo con una storia incompleta o con una restaurazione approssimativa viene negoziato con uno sconto significativo rispetto a un esemplare documentato e in stato originale.
Il mercato delle auto d’epoca rimane un terreno dove la passione e l’analisi si completano. I dati HAGI, il cambiamento verso le youngtimer e i vincoli normativi delineano un panorama in cui ogni decisione d’acquisto dovrebbe essere supportata da fatti verificabili piuttosto che dalla sola emozione.



