Lo streetwear designa un guardaroba nato dalla cultura skate, hip-hop e sportswear, i cui codici influenzano ormai le collezioni di case di lusso come i marchi indipendenti. Le tendenze streetwear e sneakers di quest’anno si strutturano attorno a tre assi: la crescita del mercato dell’usato, l’impatto delle nuove normative europee sulla progettazione dei prodotti e le collaborazioni che ridefiniscono le silhouette classiche.
Digital Product Passport e regolamento ESPR: cosa cambia per le sneakers
Il regolamento europeo ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) introduce un obbligo inedito per i marchi di moda e calzature: il Digital Product Passport. Questo dispositivo impone di rendere pubbliche informazioni sull’origine dei materiali, la riparabilità e la fine vita di ogni prodotto.
Per lo streetwear e le sneakers, la conseguenza è diretta. Un paio non potrà più essere commercializzato in Europa senza che la sua tracciabilità sia documentata. I marchi che puntavano sull’opacità delle loro catene di approvvigionamento devono rivedere la loro strategia.
L’altro aspetto normativo riguarda la distruzione degli invenduti tessili e calzature, che passa verso obblighi di riutilizzo, rivendita o riciclo. Le scorte dormienti di sneakers in edizione limitata, spesso distrutte per mancanza di canali di distribuzione, dovranno essere reindirizzate. Questo quadro spinge i marchi a produrre meno e a gestire meglio i loro deadstock, un cambiamento strutturale che va oltre il semplice argomento di marketing verde.
Per seguire queste evoluzioni e i drop in arrivo, il sito Sneaky da scoprire raccoglie le uscite e le notizie del mercato sneakers quotidianamente.

Mercato dell’usato sneakers: la rivendita supera il nuovo in crescita
Il mercato dell’usato accelera più velocemente del retail nuovo. Secondo il rapporto ThredUp Resale Report 2026, il valore economico e i risparmi realizzati diventano il motore centrale d’acquisto, superando l’argomento ecologico. Questo cambiamento modifica il modo in cui gli appassionati di streetwear costruiscono la loro collezione.
La rivendita di sneakers, a lungo riservata a pochi collezionisti su piattaforme specializzate, si sta generalizzando. Le grandi insegne sviluppano i propri canali di recommerce per catturare questa domanda.
Perché l’usato ristruttura l’offerta streetwear
L’acquisto di seconda mano non è più una scelta per difetto. Per un paio di sneakers in edizione limitata il cui prezzo retail è superato da mesi, il mercato secondario diventa l’unico punto di accesso. La logica economica prevale: acquistare un paio usato due volte a prezzo ridotto piuttosto che aspettare un ipotetico restock.
Questo fenomeno ha un effetto concreto sulle tendenze. Le silhouette che mantengono il loro valore sul mercato secondario orientano le scelte degli acquirenti. Un paio il cui valore di rivendita scende rapidamente perde attrattiva, anche se il suo design piace. Lo streetwear funziona ormai con una griglia di lettura finanziaria tanto quanto estetica.
Collaborazioni streetwear e sneakers: silhouette rétro e nuovi codici
Le collaborazioni tra marchi sportivi e creatori rimangono il motore delle uscite più attese. La tendenza dominante quest’anno si basa sulla reinterpretazione di silhouette esistenti piuttosto che sulla creazione di forme inedite. Nike, Adidas e altri attori attingono ai loro archivi per proporre versioni rivisitate di modelli iconici.
Alcuni assi di collaborazione da tenere a mente:
- Le collab tra case di moda e produttori di attrezzature sportive mescolano materiali tecnici (nylon, mesh traspirante) con finiture solitamente riservate al lusso (pelle pieno fiore, cuciture a contrasto)
- Le edizioni capsule firmate da artisti o figure della cultura skate introducono colorazioni e grafiche assenti dalle linee principali
- I partenariati regionali, dove un marchio adatta un modello globale ai codici visivi di una città o di una scena locale, stanno guadagnando frequenza

Ciò che distingue una collaborazione duratura da un colpo di marketing
Una collaborazione che segna l’anno si riconosce dalla sua capacità di modificare in modo duraturo la percezione di una silhouette. Il paio deve funzionare oltre l’hype iniziale. I modelli che si rivendono ancora diversi mesi dopo la loro uscita, senza calo di valore, segnalano una collaborazione riuscita.
Al contrario, i drop la cui valore secondario crolla in poche settimane traducono un interesse superficiale. La longevità sul mercato secondario diventa un indicatore affidabile della pertinenza di una collaborazione streetwear.
Stile streetwear: i pezzi e i codici che strutturano gli outfit
Oltre alle sneakers, il guardaroba streetwear di quest’anno si organizza attorno a pezzi che servono da fondamento alle silhouette. Lo stile si costruisce per accumulo di strati e per la scelta di proporzioni marcate.
Gli elementi che tornano nelle collezioni e sui profili Instagram delle comunità streetwear:
- Le taglie oversize sulla parte superiore del corpo (hoodie, giacche tecniche) associate a pantaloni più aderenti per creare un contrasto di volumi
- Il ritorno del sportswear rétro con tute dalle linee anni ’90, indossate al di fuori di qualsiasi contesto sportivo
- Gli accessori funzionali (borsetta, cappellino tecnico, occhiali avvolgenti) che completano il look senza sovraccaricarlo
La moda unisex continua a affermarsi nello streetwear. Marchi come Carhartt WIP, Stüssy o Patta propongono pezzi la cui vestibilità non è rivolta a un genere specifico, ampliando le possibilità di stile e semplificando la costruzione di un guardaroba coerente.
Lo streetwear di quest’anno non si riassume a una lista di pezzi o marchi. L’arrivo del Digital Product Passport e la crescita del recommerce modificano le regole del gioco per i marchi come per gli acquirenti. Scegliere un paio o un pezzo streetwear implica ora considerare la sua tracciabilità, il suo valore di rivendita e la sua reale durabilità, tre criteri che pesano tanto quanto il design nella selezione finale.



