
La risoluzione di un contratto di locazione si basa su una formalità che la maggior parte delle guide trascura. Il decreto del 6 luglio 2026 modifica il contratto tipo di locazione abitativa a partire dal 1° ottobre 2026, con una clausola risolutoria riformulata. Questo cambiamento normativo impone ai locatari come ai locatori di rivedere i propri riflessi procedurali, in particolare sui termini e sulla redazione del preavviso.
Clausola risolutoria e termine di sei settimane: cosa cambia con il decreto di luglio 2026
Il nuovo contratto tipo integra una clausola risolutoria la cui redazione è stata inasprita. Per i contratti conclusi o rinnovati a partire dal 1° ottobre 2026, il termine dopo la diffida di pagamento passa a sei settimane nei contratti di locazione abitativa soggetti alla legge del 1989. Questa evoluzione, analizzata dal Consiglio dei notai e commentata da Village Justice, mira a meglio inquadrare le situazioni di affitti non pagati.
In pratica, il locatore che desidera attivare la clausola risolutoria deve prima notificare una diffida di pagamento tramite atto di ufficiale giudiziario. Il locatario ha quindi sei settimane per regolarizzare il proprio debito locativo. Trascorso questo termine senza pagamento, la risoluzione di diritto può essere constatata dal giudice.
Raccomandiamo ai locatari di verificare la versione del proprio contratto tipo. I contratti firmati prima di ottobre 2026 rimangono soggetti alle disposizioni precedenti. La data di conclusione o di rinnovo del contratto determina il regime applicabile.
Per comprendere in dettaglio come risolvere un contratto di locazione con Novalis, è utile incrociare queste nuove disposizioni con gli obblighi di forma che si impongono al locatario uscente.

Preavviso di risoluzione del contratto: durate reali secondo il tipo di locazione
Il preavviso non si riassume in « tre mesi o un mese ». La durata dipende dal tipo di contratto, dalla zonizzazione e dal motivo invocato.
- In locazione vuota, il preavviso standard è di tre mesi. Passa a un mese nelle zone tese, in caso di trasferimento professionale, di perdita di lavoro, di primo impiego, o se il locatario beneficia del RSA o dell’AAH.
- In locazione arredata, il preavviso è di un mese, indipendentemente dalla zona geografica.
- Il contratto di locazione per studenti (nove mesi) e il contratto di mobilità (da uno a dieci mesi) terminano automaticamente al termine previsto, senza necessità di risoluzione formale da parte del locatario.
Il punto di partenza del preavviso corrisponde alla data di ricezione del preavviso da parte del locatore, non alla data di invio. È la ricezione della lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, la notifica tramite atto di ufficiale giudiziario, o la consegna a mano contro ricevuta che fa decorrere il termine.
Lettera raccomandata elettronica: un modo di notifica valido
La lettera raccomandata elettronica (LRE) è giuridicamente equivalente alla lettera raccomandata cartacea per notificare un preavviso di locazione. Il suo principale vantaggio risiede nella tracciabilità immediata e nella data certa di ricezione.
La data di ricezione della LRE fa decorrere il preavviso nelle stesse condizioni della raccomandata cartacea. Il destinatario riceve una notifica via email e ha un termine per accettare la lettera. Se il locatore rifiuta o ignora la notifica, il locatario dovrà ricorrere a un altro modo di invio.
Uscita dalla condivisione: solidarietà e modifica di sostituzione
Risolvere un contratto in condivisione obbedisce a regole distinte. L’uscita di un coinquilino non pone automaticamente fine alla sua clausola di solidarietà. La solidarietà può prolungarsi dopo l’effettivo allontanamento del coinquilino uscente, il che significa che rimane responsabile degli affitti non pagati dai coinquilini rimanenti.
La soluzione operativa consiste nell’ottenere una modifica al contratto che integri un nuovo coinquilino. In presenza di un sostituto accettato dal locatore, la solidarietà del coinquilino uscente cessa alla data di efficacia della modifica. Senza sostituto, la solidarietà di solito dura per un periodo definito dal contratto (spesso sei mesi dopo la data di efficacia del preavviso).
Osserviamo che questo punto genera la maggior parte delle controversie in condivisione. Il coinquilino uscente ha interesse a conservare una prova scritta della ricezione del suo preavviso da parte del locatore e a verificare la redazione esatta della clausola di solidarietà nel contratto iniziale.

Risoluzione del contratto da parte del locatore: motivi e formalità del preavviso
Il locatore non risolve un contratto con la stessa libertà del locatario. Tre motivi limitativi regolano il preavviso rilasciato dal proprietario: la ripresa per abitare l’immobile, la vendita del bene, o un motivo legittimo e serio (inadempimento del locatario ai suoi obblighi).
Il preavviso deve pervenire al locatario almeno sei mesi prima della scadenza del contratto per una locazione vuota. Per una locazione arredata, questo termine è di tre mesi. Il mancato rispetto di questa anteriorità rende il preavviso nullo, e il contratto continua per tacita proroga.
Contenuto obbligatorio della lettera di preavviso del locatore
La lettera deve menzionare esplicitamente il motivo del preavviso. In caso di ripresa, l’identità del beneficiario e il suo legame con il proprietario devono figurare nella corrispondenza. In caso di vendita, il preavviso equivale a un’offerta di vendita al locatario, con indicazione del prezzo e delle condizioni.
Un preavviso che omette queste menzioni è soggetto a contestazione davanti al tribunale. Il locatario ha quindi il termine di preavviso per lasciare l’immobile o può richiedere l’annullamento del preavviso se ritiene il motivo fraudolento.
Stato di uscita e restituzione del deposito cauzionale
Lo stato di uscita condiziona direttamente l’importo restituito al locatario. Deve essere redatto in modo contraddittorio, in presenza del locatario e del locatore (o dei loro rappresentanti). Uno stato di uscita unilaterale non ha alcun valore probatorio in caso di controversia.
Il proprietario ha un mese per restituire il deposito cauzionale se lo stato di uscita è conforme a quello d’ingresso. Questo termine passa a due mesi in caso di differenze riscontrate. Qualsiasi trattenuta deve essere giustificata da documenti (preventivi, fatture, foto comparative).
Prima della consegna delle chiavi, raccomandiamo di fotografare ogni stanza e di conservare una copia firmata dello stato di uscita. Questi elementi costituiscono l’unica protezione efficace in caso di disaccordo sulle deteriorazioni imputate al locatario.